Mentre il dibattito sul consumo di carne di cavallo è sempre più rovente, la cronaca ci sta restituendo delle vere ‘perle’ che dovrebbero servire almeno a far riflettere ampliando un po’ gli orizzonti delle ‘tifoserie’. Dopo la denuncia della scorsa settimana di cavalli risultati positivi al doping che nonostante ciò avrebbero rischiato di entrare nella filiera alimentare, adesso ‘il caso’ arriva dalla Calabria.
I Carabinieri di Petronà, in provincia di Catanzaro, affiancati dai colleghi della Compagnia di Sellia Marina e da personale veterinario dell’A.S.P. di Catanzaro hanno condotto un’operazione di controllo che ha portato al sequestro di 17 cavalli.
13 adulti e 4 puledri parrebbero stati totalmente privi di qualsivoglia titolo identificativo. Secondo le forze dell’ordine e il personale veterinario dell’Asp di Catanzaro, si tratterebbe di cavalli potenzialmente destinabili alla macellazione. E quindi presumibilmente destinati alla catena alimentare non controllata.
Al momento i cavalli sono stati affidati al proprietario – che dovrà ora rispondere violazioni amministrative che riguardano registrazione e identificazione di animali – con divieto di movimentazione. I veterinari stanno anche effettuando accertamenti per verificare lo stato di salute degli animali e se, nel caso, si configurasse anche il reato penale di maltrattamento. Oltre naturalmente a provare a stabilire la loro provenienza.
Scenari a confronto
Allo stato attuale dei fatti, noi dei 17 cavalli non sappiamo nulla. Né il nome della persona che li custodiva, né i suoi intenti rispetto agli animali. Sarà compito di chi indaga fare luce su questi aspetti.
Di contro sappiamo – anche prima degli interventi delle forze dell’ordine – che ci sono un sacco di cavalli ‘irregolari’ in Italia, indipendentemente da qual è la loro destinazione.
La rete del censimento degli equidi nel nostro paese – non solo in Calabria -, nonostante se parli ciclicamente da sempre, è un colabrodo. E la prima causa è l’impossibilità di un controllo capillare. Impossibilità dovuta da sicura mancanza di risorse e anche da una cultura che non ha ancora preso sul serio – nonostante i tantissimi problemi con la farmacoresistenza tra gli umani – l’importanza di una filiera alimentare controllata. Che garantisca che le cose sono fatte per bene e che nel piatto non ci finiscano cibi dannosi per la nostra salute.
Più una filiera non è controllata, meno ci si può fidare.
In quest’ottica, l’operazione condotta in Calabria conferma l’impegno costante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro nel contrasto alle illegalità di ogni tipo contro gli animali, sia a tutela degli stessi e sia a tutela della salute pubblica.I servizi dei Carabinieri continueranno in tutta la Provincia per scoprire eventuali ulteriori allevamenti irregolari di animali eventualmente destinabili alla vendita e alla macellazione clandestina.
E questo sarà solo un bene. Per uomini e cavalli.

























